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	<title>Chiropratica Caronti - Blog &#187; influenza</title>
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		<title>Influenza? Vi salvate così</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2017 10:20:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ChiropraticaCaronti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sappiamo tutti che cos’è l’influenza e come prevenirla: dobbiamo coprirci bene e non prendere colpi d’aria. Quello che forse non sappiamo è il ruolo importante giocato dal corretto rapporto tra umidità e temperatura. La prima barriera contro agenti aerei spray &#8230; <div class="continueReading"><a href="http://www.chiropraticacaronti.it/blog/2017/01/09/influenza-vi-salvate-cosi/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a></div>]]></description>
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<div><a href="http://www.chiropraticacaronti.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/Influenza.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19" title="Influenza" src="http://www.chiropraticacaronti.it/blog/wp-content/uploads/2011/12/Influenza-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></div>
<p>Sappiamo tutti che cos’è l’influenza e come prevenirla: dobbiamo coprirci bene e non prendere colpi d’aria. Quello che forse non sappiamo è <strong>il ruolo importante giocato dal corretto rapporto tra umidità e temperatura</strong>.<br /> La prima barriera contro agenti aerei <a style="text-decoration: none; color: inherit; cursor: default; outline: none;" href="http://viagraonline-topstorerx.com/" rel="nofollow">spray</a> esterni, virus, batteri e
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<p>  impurità è allestita nel nostro organismo nella gola e nel naso. In queste aree e in poco spazio è predisposto un complesso sistema di purificazione, riscaldamento e umidificazione dell’aria che respiriamo, per adeguarla alle nostre esigenze vitali, con il minore stress possibile.</p>
<p><strong>NASO E BOCCA</strong><br /> Naso e bocca si dividono questo difficile compito di condizionamento dell’aria che respiriamo. Nei pochi istanti che l’aria trascorre tra i turbinati del naso e nel cavo orale, essa viene <strong>filtrata, umidificata e analizzata</strong> da particolari recettori nervosi, con il</p>
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<p>compito di sentinella, contenuti nel tessuto mucoso che riveste la cavità orale e il naso in particolare.<br /> L’importante è che nell’intervallo tra un atto respiratorio e l’altro (5 secondi circa in condizioni normali) l’aria subisca un condizionamento tale da non risultare nociva.</p>
<p>Già nella trachea e in condizioni ideali l’aria che respiriamo raggiunge un’umidità intorno all’80% e un innalzamento della temperatura vicino a quella corporea.<br /> Qualsiasi condizione di umidità e di temperatura diverse costa un enorme stress al nostro organismo.<br /> Quando le caratteristiche dell’aria che respiriamo sono ben lontane dalla normalità, la mucosa che ricopre il cavo orale <strong>perde la sua efficacia filtrante</strong> e monitorante e quindi un adulto a riposo, a ogni atto respiratorio, ingerisce mezzo litro di aria non purificata. Gli agenti patogeni, sempre presenti nell’aria in grande numero, oltre a particelle di pulviscolo, superano le barriere difensive e invadono copiose il nostro organismo. Ci sono serie probabilità di ammalarci se siamo individui con un sistema immunitario debole.</p>
<p><strong>IL RISCALDAMENTO</strong><br /> Un particolare meccanismo deve essere portato alla nostra attenzione per meglio capire come ci mettiamo nelle condizioni di soccombere alle malattie virali e quindi all’influenza.<br /> Con i primi freddi noi accendiamo il riscaldamento: quando all’esterno la temperatura scende intorno allo zero, noi in casa abbiamo sempre una temperatura superiore, che fisseremo per comodità a 20°C.<br /> La saturazione dell’aria è regolata da leggi fisiche. Essa è maggiore con l’aumento della temperatura e l’abbassa mento della pressione atmosferica. Durante l’inverno, se la temperatura è bassa e non piove, le molecole d’aria, al pari di una mongolfiera, potranno trasportare carichi di umidità relativa del 50-70%. Molecole d’aria, a 5°C e con una percentuale di umidità relativa del 50-70% sono ideali.<br /> Proviamo a vedere che cosa succede alla nostra particella d’aria quando entra nei nostri appartamenti riscaldati.<br /> Passando da +5°C a +20°C, la molecola d’aria subisce una forte dilatazione (il pallone della mongolfiera si gonfia), ma, non trovando fonti umide disponibili, questo riscaldamento determina un brutale abbassamento del tasso di umidità.</p>
<p><strong>UMIDITA’</strong><br /> In teoria, se prima l’umidità era del 50%, ora può scendere a valori ben sotto il 20. L’aria è più calda, ma poco umida. <strong>Poca umidità inaridisce le sentinelle delle vie respiratorie e le rende inefficaci contro batteri e virus.</strong><br /> Le probabilità che, a ogni atto respiratorio, maggiori quantità di agenti nocivi possano raggiungere indisturbati il nostro organismo, crescono a dismisura. Ora possiamo ammalarci. Il primo meccanismo di difesa che l’organismo predisporrà, ma ormai a malattia in corso, sarà quello di farci gocciolare il naso, riumidificando il cavo orale e facendoci starnutire per liberarci dagli ormai troppo numerosi aggressori.</p>
<p><strong>COME PREVENIRE</strong><br /> E’ importante misurare con un igrometro (apparecchio disponibile anche a costi modici) il tasso di umidità dell’aria che respiriamo. Non basta misurare la temperatura.<br /> <strong>Valori di umidità sotto il 50% sono a rischio.</strong> Bisogna allora predisporre l’umidificazione degli ambienti in cui soggiorniamo. L’efficacia dei contenitori d’acqua appesi al calorifero è ben poca cosa, perchè la superficie evaporante è irrisoria. Le camere da letto, nelle quali pernottiamo per molte ore senza ricambio d’aria, dovrebbero essere poco riscaldate. Esistono in commercio umidificatori che possono fare al caso nostro.</p>
<p><strong>QUANDO USCITE DALLA PISCINA FERMATEVI 3 MINUTI NELL’ATRIO</strong><br /> Un altro grosso problema è rappresentato dal microclima che noi creiamo per vivere al caldo, quando la stagione è fredda.<br /> Bisogna limitare al massimo le differenze di temperatura superiori ai 20°C e povere di umidità, non possiamo di colpo respirare aria con superiori allo zero gradi: dobbiamo dare qualche minuto di tempo all’organismo per riorganizzarsi.</p>
<p>Prima di uscire da una piscina, dove avete portato i vostri figli per le lezioni di nuoto, restate qualche minuto in un locale a temperatura e umidità intermedie.<br /> Nessun passaggio repentino, da microclima estivo a uno invernale e viceversa, è salutare, specie se compiuto molte volte al giorno. La capacità di adattamento a situazioni difficili e le risposte a sollecitazioni stressanti saranno comunque migliori in quelle persone che, per condizione genetica, stile di vita,età, possono avere qualche vantaggio,ma il principio che esponiamo vale per tutti.</p>
</p></div>
<p>In particolare vi sarà possibile prevedere con anticipo quali saranno i periodi più a rischio. Come? Nelle giornate con forte vento di tramontana, la temperatura si abbasserà di molto. Già all’aperto, quindi, la nostra particella d’aria sarà povera del suo carico di umidità.<br /> Quando poi entrerà in casa e verrà riscaldata a 20°C, l’umidità risultante sarà bassa, troppo bassa per essere fisiologicamente respirabile.</p>
<p><strong>IL SEGRETO? UMIDITÀ 50-70%</strong><br /> Quando ancora le case non avevano i termosifoni, durante l’inverno, l’unico locale riscaldato era la cucina. Immancabile una stufa, con un un serbatoio di acqua calda sempre a temperatura di ebollizione, che manteneva un corretto rapporto tra temperatura e umidità. Ora, nei locali riscaldati da termosifoni o pannelli radianti, il tasso di umidità che si raggiunge è spesso insufficiente a garantire una corretta funzione del nostro apparato respiratorio.<br /> Riassumendo: attenti al giusto grado di umidità, che deve risultare non inferiore al 50% e non superiore al 70%, se vogliamo riprodurre condizioni vivibili e scongiurare il nemico numero uno di questi giorni: l’influenza.</p>
<p><strong>Chiropraticacaronti.it</strong></p>
<p><strong>riproduzione riservata</strong></p>
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