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Il cross crawl: l’ esercizio salva schiena!

Oggi voglio proporvi di fare un test molto semplice ma probabilmente uno dei più importanti per effettuare uno screening sul nostro stato di salute.

Questo semplice test di screening può anche trasformarsi in una forma di esercizio.

Il test è molto semplice:

1)mettiamoci di fronte ad uno specchio facendo attenzione di avere abbastanza spazio per muoverci agevolmente

2)in piedi eseguiamo una semplice marcia sul posto:solleva le ginocchia fino all’ altezza del bacino, le braccia oscillano seguendo il ritmo delle gambe. Quando sale la gamba destra porta la mano sinistra al di sopra della testa e viceversa.

 

Il movimento deve essere coordinato(soprattutto il primissimo passo), in equilibrio e in controllo.

Dovremmo essere in grado di farlo anche molto lentamente e anche riuscire ad aumentare la velocità.

Non fossimo in grado di fare tutto ciò vuol dire che il nostro sistema nervoso/motorio non è efficiente né fisiologicamente né metabolicamente. Ciò può essere precursore di problemi/dolori articolari (es. mal di schiena).

Se il movimento non è regolare e coordinato, provate a fare l’esercizio per alcuni minuti al giorno. Se non riuscite a farlo da in piedi provate da seduto (vedi video Cross Crawl Seduto )

Se si migliora, ottimo; siamo stati in grado di “riprogrammare” il sistema.

Altrimenti è arrivato il momento di  far visita al tuo Chiropratico di fiducia.

Una piccola pillola per saperne di più: il corpo umano si è evoluto in migliaia di anni, il suo fine ultimo è la camminata.
Fossimo uccelli voleremmo, pesci nuoteremmo…siamo esseri umani ergo camminiamo.

La maggior parte dei movimenti volontari che eseguiamo ogni giorno (scrivere, guidare, fare sport ecc.) sono solo una semplice ma sempre stupefacente, variazione neurologica di quello che è la camminata.
Tant è che (permettetemi la licenza poetica) nasciamo già imparati.

Sì, tutti noi appena nati sappiamo già camminare o più precisamente gattonare. Non ce lo insegna nessuno. E’ un riflesso! Un dono magnifico di madre Natura, evoluto/tramandato in migliaia di anni tramite il DNA.

Tale riflesso si chiama: Riflesso della Marcia automatica

Al secondo giorno, il bambino riesce a compiere un’azione incredibile, se sostenuto, riesce a compiere tutte le movenze necessarie per camminare è il riflesso della marcia automatica, questo avvenimento appartiene solo all’essere umano: tallone, dita, gambe alternate.

Con il passare dei mesi impariamo naturalmente a controllare i movimenti e a trasformarli in camminata.

I nostri muscoli, le nostre ossa e il nostro sistema nervoso si sviluppano di conseguenza.

Ci sono molti altri eventi nel corso della nostra vita che influenzano la nostra crescita, la nostra postura e la nostra salute ma certamente questa è una delle più importanti.

Andrea Caronti
Doctor of Chiropractic

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Addominali e crunch? Non li fate, rovinano la postura!

Gli addominali sono utili?

Il “calzettone”

Prima di addentrarci nello specifico, dobbiamo entrare nell’ottica che il corpo è un tutt’uno, in cui tutte le parti sono interconnesse. Siamo abituati a considerarlo a settori separati; invece ogni movimento, ogni contrazione influenza l’insieme. Gran parte dei muscoli è organizzata in insiemi funzionali chiamati catene muscolari, che sono cinque e si comportano come grandi elastici, sempre troppo corti e troppo rigidi. La catena principale è quella posteriore che inizia dalla nuca, comprende tutti i muscoli dorsali, i glutei, i muscoli della regione posteriore delle cosce e delle gambe, prosegue con quelli della pianta del piede e termina con quelli della regione anteriore della gamba, fino a sotto il ginocchio. La si può immaginare come un calzettone troppo corto, il cui bordo superiore posteriore risale fino alla nuca: questo comporterà un’alterazione della posizione della colonna o degli arti inferiori.

Fitness woman doing abs crunches

Allungare le catene

Tutte le catene descritte sono interdipendenti fra loro: un’azione su un punto qualsiasi di una di esse provoca un accorciamento in una o più delle altre. È quindi evidente che non ha senso un lavoro segmentario sul corpo, che è assurdo potenziare, come spesso si fa, gli addominali, in quanto le loro inserzioni posteriori sono in comune con quelle dei muscoli dorsali, e quindi potenziando i primi si potenziano anche i secondi. È sempre sbagliato potenziare i muscoli delle catene, già troppo rigidi: bisogna invece allungarli, e così si ottiene il contemporaneo potenziamento dei loro antagonisti. È quindi inutile praticare, per esempio, esercizi mirati per potenziare i quadricipiti e gli addominali, amati da tutti gli sportivi, se contemporaneamente non si allungano le catene che li frenano, impedendo loro di lavorare.

Girl on floor doing exercises on the stomach in the gym. Wet body.

Crunch e addominali? Anche no!

I muscoli addominali (obliqui, trasverso) formano una cintura muscolare che si attacca ai dorsali. Quando li contraiamo, inevitabilmente sollecitiamo la regione lombare portandola in avanti (lordosi) e schiacciandola (pancia in avanti e gonfia). Quando potenziamo questi muscoli dobbiamo contemporaneamente allungare la regione lombare per evitare la compressione dei dischi che provoca lombalgie e sciatalgie. Di conseguenza gli esercizi tipo crunch o i classici “addominali” sono inutili e spesso dannosi soprattutto per chi ha problemi di dolori lombari, cervicali e sciatalgie.

Rischio ernia

Da ricordare che gli esercizi “classici” di avvicinare capo-tronco al bacino o bacino al capo-tronco, potenziano i muscoli retti dell’addome rendendoli ipertrofici (a salsicciotto) e questa è la base meccanica per procurarsi un’ ernia del disco.

L’ esercizio giusto? Il Plank
Plank: è un esercizio statico nel quale bisogna mantenere il corpo in una certa posizione per tonificare gli addominali, ma permette anche di mettere in movimento quasi tutti i muscoli de corpo. Scopri cos'è il plank, l'esercizio per avere addominali perfetti, la posizione corretta ed il corretto movimento per la corretta esecuzione del Plank.
Ecco come si esegue correttamente l’esercizio plank:

  1. Porsi proni sul pavimento.
  2. Ci si appoggia sugli avambracci e sulle punte dei piedi.
  3. Il corpo deve formare una linea retta.
  4. I muscoli dei glutei e dell’addome sono contratti.
  5. Tenere la posizione (si parte da 15 secondi per poi innalzare progressivamente il tempo fino a 40 secondi) quindi lentamente rilassarsi per almeno una ventina di secondi e procedere nuovamente. Ripetere 5 volte.

Con questo semplice esercizio si allena il “core”.

Con “core” si identifica la fascia muscolare centrale del corpo composta dai seguenti muscoli: addominali, obliqui sia esterni che interni, traverso, diaframma, pavimento pelvico, quadrato dei lombi, paravertebrali e multifido. Il “core” sostanzialmente ha la funzione di garantire stabilità in determinati movimenti, ma è utile anche per la buona postura, per diminuire l’incidenza di ernie del disco, protusioni e lombalgie e dunque anche funzionale per la salute (a patto che sia appunto allenato).

 

@Chiropratica Caronti

 

Fonte:http://running.gazzetta.it/news/21-02-2018/addominali-crunch-postura-40641

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Bimbi scalzi: più felici e intelligenti

 

Neonato con il piede in bocca

Tuo figlio si toglie le scarpe e rimane scalzo, e tu cominci subito a brontolare. Tranquilla, quel gesto è fonte di preoccupazione e irritazione per la maggior parte delle madri. Eppure secondo gli esperti in realtà favorisce la crescita dei bambini. Cosa dicono le ricerche sui bambini scalzi?

Sostanzialmente tre cose: libertà, felicità e intelligenza. Uno studio che ha fatto il giro del mondo demolisce la teoria secondo cui bisogna far indossare le scarpe ai figli fin da piccolissimi, e sfata antiquati miti su raffreddori, educazione e problemi fisici.

La ricerca, intitolata “Podologia preventiva: bambini scalzi significa bambini più intelligenti”, è promossa dalla Universidad Complutense di Madrid. Si sentono comodi e felici, esplorano e crescono nel modo giusto: perché non lasciarli scalzi?

Che dice la scienza?

Il movimento fisico e gli stimoli sensoriali che il bambino riceve attraverso i piedi nudi contribuiscono ad accelerare la crescita, lo sviluppo propriocettivo e intellettuale”, afferma Isabel Gentil García nel testo.

La studiosa mette in discussione, inoltre, le raccomandazioni dei pediatri di far indossare le scarpe ai bimbi di pochi mesi, cosa che servirebbe solo a proteggerli dal freddo.

Gentil García avverte che con il piede coperto il bambino viene privato delle informazioni tattili e della percezione della posizione e del movimento del corpo nello spazio. Secondo l’esperta, i bimbi scalzi sviluppano più velocemente le abilità motorie e la coordinazione tra mano e viso.

Un approccio multidisciplinare sostiene che i piedi sono un mezzo per ricevere informazioni sul mondo esterno, poiché a contatto con superfici e materiali diversi.

 

Bimni scalzi, piedini e pallone.

 

 

Il ruolo dei piedi nei bambini scalzi

Secondo alcuni neurologi, fino ai dieci mesi di età il bambino ha una sensibilità tattile più sviluppata nei piedi che nelle mani. I piedi gli consentono di sperimentare e conoscere attraverso il tatto.

Non dobbiamo privare i piccoli delle informazioni percettive. Per questo l’università madrilena difende l’importanza di lasciare i bambini scalzi.

Consideriamo le fasi di sviluppo dell’intelligenza formulate da Piaget. In quella senso-motoria sono importanti la manipolazione, il movimento e l’organizzazione delle informazioni sensoriali, poiché offrono al piccolo una prima nozione di sé, dello spazio, del tempo e della casualità.

I piedi sono ricettori privilegiati che contribuiscono a sviluppare meglio l’intelligenza del bambino. Essa nasce da una complessa interazione tra l’ambiente e l’organismo, e uno dei fattori ambientali più influenti è la conoscenza del proprio corpo.

I bimbi scalzi che poggiano i piedi su qualsiasi superficie – comprese quelle irregolari – hanno un migliore sviluppo muscolare. Senza scarpe, infatti, non hanno un peso da portare e sono più liberi nei movimenti. Ciò consente loro di controllare meglio il corpo.

Bimbi scalzi, perché?

A tutti i bambini piace andare in giro scalzi, o nudi, senza pensare alle conseguenze sulla propria salute. Quest’abitudine li fa sentire più comodi e offre numerosi benefici:

  • Aumenta la consapevolezza di se stesso attraverso l’osservazione dei movimenti delle dita, il tatto, l’odore del piede.
  • Contribuisce alla formazione della pianta del piede, evitando il piede piatto.
  • Facilita e stimola la camminata.
  • Tiene lontani batteri e sudore, impedisce la formazione di funghi, calli e cattivi odori.

Bimba tiene in mano il piedino

Bambini scalzi, più liberi, intelligenti e felici

Gli adulti si innervosiscono quando vedono i bimbi scalzi, ma i bambini sono più felici senza scarpe.

I bimbi scalzi hanno un contatto più profondo con l’ambiente circostante e percepiscono il mondo in un altro modo. Contemporaneamente scoprono il proprio corpo.

All’inizio dello sviluppo dell’intelligenza non esiste una differenza tra l’io e il mondo esterno, è un tutt’uno”, dicono gli specialisti.  Per imparare devono esplorare e avere un contatto diretto con le superfici.

@Chiropraticacaronti

Fonte: https://siamomamme.it/bimbi-scalzi-piu-felici-intelligenti/

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Omega 3, quando e come assumerli

Gli Omega 3 sono acidi grassi polinsaturi essenziali, molto utili per prevenire e curare le malattie cardiovascolari e alcune malattie infiammatorie. Scopriamoli meglio.

 

Noci fonte di omega 3

Noci, ricca fonte di omega 3

Che cosa sono gli omega 3

Gli Omega 3 (Ω-3) sono acidi grassi polinsaturi a lunga catena. Sono classificati in famiglie diverse a seconda della posizione del primo doppio legame lungo la catena dell’acido grasso: nel caso degli Omega 3 il primo doppio legame è in corrispondenza del terzo atomo di carbonio.

Gli Omega 3, insieme agli Omega 6, vengono definiti essenziali perché non possono essere sintetizzati dall’organismo e vanno introdotti con la dieta. Il metabolismo di Omega 3 e Omega 6, inoltre, segue vie biochimiche distinte in quanto non possono essere trasformati l’uno nell’altro.


A cosa servono gli Omega 3

Gli Omega 3 sono presenti nell’organismo in concentrazioni minori rispetto agli Omega 6, ma in un numero di cellule molto maggiore, facendo ipotizzare un ruolo biologico più importante.

Il meccanismo d’azione degli acidi grassi essenziali si fonda sulla loro capacità di trasformarsi in Eicosanoidi, sostanze biologicamente attive. Hanno azione ormone simile ma, a differenza degli ormoni, agiscono sul tessuto che li ha prodotti.

Si dividono in tre classi principali:

  • prostaglandine (PG),
  • trombossani,
  • leucotrieni.

I principali acidi grassi Ω-3 sono l’acido α-linolenico, di origine vegetale, contenuto soprattutto nelle noci, negli oli di lino e canola e nelle verdure a foglia verde, e gli acidi grassi eicosapentaenoico (EPA) e docosaenoico (DHA) presenti in concentrazioni elevate nel grasso dei pesci che vivono nei mari freddi e che esercitano effetti come l’ottimale funzionamento del cervello, della retina e delle gonadi.

Il DHA ha prevalentemente funzione strutturale, è importante per lo sviluppo e la maturazione cerebrale, per l’apparato riproduttivo e il tessuto retinico; l’assunzione di livelli adeguati di DHA durante la gravidanza e l’allattamento è quindi importante per garantire lo sviluppo fetale e la crescita corretta del bambino.

L’EPA è il principale precursore dei leucotrieni e delle PG3 (prostaglandine della serie 3) che posseggono un’importante attività antiaggregante piastrinica.

Riassumendo quindi:

- omega 3 → DHA;

- omega 3 → EPA → PG3

Alcuni effetti di EPA e DHA a livello cardiovascolare, come il controllo del ritmo cardiaco (aritmie) e della pressione arteriosa (ipertensione), sono stati osservati con quantità ottenibili  dall’alimentazione, mentre altri, come la riduzione dei trigliceridi e del rischio di trombosi, richiedono tempi di assunzione più lunghi.

Il meccanismo d’azione degli Omega 3 è piuttosto complesso e comprende l’aumento della fluidità delle membrane cellulari, il miglioramento della funzione endoteliale, la modulazione dell’aggregazione piastrinica e dell’infiammazione sistemica, la stabilizzazione delle lesioni ateromasiche.

Questo porta gli Omega 3 ad essere utili per:

  • l’arteriosclerosi e le malattie cardiovascolari: attraverso la riduzione dell’effetto trombogenico e il rallentamento dello sviluppo della placca aterosclerotica;
  • le malattie infiammatorie: artrite reumatoide, morbo di Chron, la colite ulcerosa;
  • la pelle in caso di psoriasi, dermatiti;
  • il cervello per sviluppo cognitivo, morbo di Alzheimer,  gravidanza e sviluppo neonatale, depressione e disturbi comportamentali, autismo e deficit dell’attenzione (ADHD), schizofrenia;
  • il metabolismo osseo;
  • altre patologie quali asma allergico, diabete, cancro (riduzione del rischio).


Dove si trovano gli Omega 3

Tra i cibi che contengono Omega 3 ci sono: pesce, acciughe, merluzzo, salmone atlantico, tonno, sgombro, negli oli di pesce, nei semi di lino, nell’olio di lino e nelle noci.
L’American Heart Association suggerisce, in caso di documentato rischio cardiovascolare, 1 grammo al giorno di EPA e DHA, mentre in Italia non esistono indicazioni precise per una razione giornaliera ottimale di questi composti.

Oggi sul mercato è presente una grande varietà di integratori a base di olio di pesce che contengono EPA e DHA in concentrazioni variabili.

Una carenza di acidi grassi essenziali determina la comparsa di disturbi come: arresto della crescita, manifestazioni cutanee e biochimiche legate all’integrità delle membrane cellulari.

Fra le cause della carenza vi è uno scarso apporto con la dieta e un eccessivo consumo di acidi grassi saturi, colesterolo, alcolici e carenza di oligoelementi come zinco e magnesio.

Nello specifico, una carenza di Omega 3 porta ad un aumento del rischio delle malattie cardiovascolari, viene meno il ruolo di protezione e prevenzione delle malattie cronico-degenerative, autoimmunitarie e su base infiammatoria.

Inoltre una diminuzione o assenza comporta una maggior produzione di acido arachidonico, implicato nel meccanismo infiammatorio.

Alcuni studi inoltre riscontrerebbero una concentrazione ridotta di Omega 3 nei bambini con ADHD, Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività.

Controindicazioni

Ad oggi non risultano controindicazioni per gli Omega 3, tuttavia esistono possibili effetti dovuti ad un sovradosaggio e si raccomanda di fare attenzione in chi è in trattamento con farmaci anticoagulanti poiché potrebbero potenziarne l’effetto.

I  genere il rapporto di assunzione Omega 6/Omega 3 consigliato dai LARN è di 4:1.

 

@Chiropratica Caronti

Fonte: http://www.cure-naturali.it/omega-3/4046

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Yoga sul posto di lavoro, un toccasana per il mal di schiena

Yoga sul posto di lavoro, un toccasana per il mal di schiena © Ansa

L’antica pratica indiana, fatta di stretching, respirazione e rilassamento guidato, aiuta infatti a ridurre il mal di schiena e le assenze dal lavoro per malattia.

E’ sufficiente un’ora alla settimana, anche fatta sul posto di lavoro, come ha dimostrato uno studio condotto dai medici dell’università gallese di Bangor, segnalato dal quotidiano The Indipendent.
Già numerosi studi hanno dimostrato che praticare regolarmente yoga riduce i giorni di malattia, ma quest’ultimo ha verificato che i benefici si hanno anche implementandolo direttamente sul posto di lavoro. I ricercatori hanno lavorato con 150 impiegati del Servizio sanitario di 3 ospedali del nord del Galles: una parte è stata assegnata ad un gruppo di yoga, che ha fatto 8 sessioni da 60 minuti una volta a settimana, e l’altra ad un gruppo educativo. Il gruppo dello yoga è stato anche invitato a farlo a casa per almeno 10 minuti al giorno per 6 mesi, con la guida di un dvd. L’altro gruppo ha invece ricevuto due libretti su come gestire il mal di schiena e ridurre lo stress al lavoro. Dopo 8 settimane, si è visto che chi aveva fatto yoga aveva molto meno dolore alla schiena e dopo 6 settimane erano calate di 20 volte le assenze del lavoro dovute a problemi muscolo-scheletrici (tra cui il mal di schiena) rispetto ai membri dell’altro gruppo. I volontari del gruppo yoga avevano inoltre dimezzato le visite dal medico per il mal di schiena. I miglioramenti maggiori si sono avuti in chi lo ha praticato anche a casa, con una media di 10 minuti al giorno: è migliorato il dolore alla schiena e hanno saputo gestire meglio lo stress al lavoro.

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Migliorare la concentrazione dei bambini: 6 alimenti

 

Mamma con il figlio

Affinché il cervello funzioni in maniera ottimale, è necessario seguire un’alimentazione che apporti i nutrienti di cui ha bisogno. Nel caso dei bambini, l’alimentazione è ancora più importante perché non influenza solo il funzionamento del loro cervello, ma anche il suo sviluppo. A seguire parleremo degli alimenti che aiutano a migliorare la concentrazione dei bambini in modo da permettere ai più piccoli di sviluppare tutto il loro potenziale.

La mancanza di concentrazione dipende da numerosi fattori, uno di questi è la stanchezza. Quando una persona è stanca, fa fatica a focalizzarsi su qualcosa o a mantenere la concentrazione. Lo stress e la mancanza di energie sono altri due elementi che influenzano la capacità di concentrazione. La buona notizia è che ci sono alimenti che aiutano a equilibrare l’organismo e che contribuiscono a potenziare la mente. Eccone alcuni.

 

 

Alimenti per migliorare la concentrazione dei bambini

La banana

In generale la frutta è indicata non solo per i bambini, ma per tutti. La frutta non ha molte calorie, non contiene additivi, ma fibra e acqua e ce n’è di tutti i tipi. Tuttavia, il frutto più completo e che fornisce più energie al cervello è la banana.

La banana apporta grandi quantità di potassio e magnesio, entrambi molto importanti nella dieta. Una ricerca condotta dai ricercatori del The Thomas Clarkson Community College ha dimostrato che la banana è fonte di vitamina B6, stimola la produzione di norepinefrina e di serotonina. Questi due neurotrasmettitori sono molto importanti per quanto riguarda i processi necessari per la concentrazione.

Il burro di arachidi

Tutte le varietà di frutta secca fanno bene all’organismo. Tuttavia, pare che gli arachidi, soprattutto il loro burro (non in quantità esagerata perché è molto calorico), siano un’ottima fonte di vitamina E, un potente antiossidante.

Gli antiossidanti proteggono i neuroni e stimolano la formazione di connessioni neuronali. Inoltre, la parte grassa è ricca di tiammina o vitamina B1, un’altra sostanza che favorisce lo sviluppo e il funzionamento del sistema nervoso centrale e aiuta a mantenere più a lungo la concentrazione.

Lo yogurt: un alleato del cervello

I bambini in genere amano lo yogurt. È una cosa positiva se consideriamo il fatto che si tratta di uno dei migliori alimenti per migliorare la concentrazione e che mantiene vigili e in allerta, secondo uno studio condotto dai ricercatori della Cleveland Clinic Foundation.

Questo perché lo yogurt contiene un’elevata quantità di tirosina, un amminoacido che stimola la produzione di dopamina e noradrenalina, due neurotrasmettitori decisivi nei processi di attenzione. Lo yogurt contribuisce anche a migliorare la memoria.

Bambina che mangia uno yogurt

Uova: una completa fonte di proteine

Le uova sono considerate un super alimento perché contengono molti dei nutrienti che rendono valida una dieta. Una delle migliori proprietà delle uova è che contengono nove amminoacidi essenziali per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.

Allo stesso tempo, le uova sono ricche di due nutrienti fondamentali per la memoria e la concentrazione, la luteina e la colina. Come se non bastasse, sono anche fonte di proteine e di energia, il che le rende un alimento importantissimo nelle varie fasi della crescita.

L’avena: un super alimento

L’avena è uno di quegli alimenti che non dovrebbero mai mancare nella nostra dieta. Aumenta la sensazione di sazietà ed è anche una grande fonte di energia. È fibra pura e offre un’alta concentrazione di potassio e zinco.

Inoltre, contiene una grande quantità di vitamina E e varie vitamine del gruppo B. Entrambe stimolano la concentrazione nei bambini, sono nutrienti essenziali per il cervello e necessari per l’attività cognitiva.

Avena

Il cioccolato: un alimento che può essere prezioso

Questo alimento non solo è delizioso, ma aiuta anche a recuperare le energie in breve tempo e, ovviamente, a stimolare il funzionamento del cervello.

Una ricerca condotta presso l’Università Statale dell’Ohio ha dimostrato che piccole quantità di cioccolato al giorno migliora la circolazione cerebrale. Di conseguenza, migliorano anche la memoria e la concentrazione. Anche se è preferibile scegliere la varietà fondente di cioccolato, quello dolce, in piccole quantità, non ha mai fatto male a nessuno.

Tutti questi alimenti sono un’ottima opzione per la dieta dei bambini, soprattutto perché si tratta di cibi che permettono di migliorare la concentrazione e hanno anche un sapore piacevole che i bambini di sicuro apprezzano. Non esitate e aggiungete questi alimenti all’alimentazione dei vostri figli.

 

Chiropratica Caronti

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4 Semplici Abitudini Per Prevenire O Attenuare La Comparsa Della Gobba

Quella che comunemente chiamiamo gobba, e che in medicina si chiama ipercifosi, è un’accentuazione della curvatura fisiologica della spina dorsale, nota come cifosi. Questa condizione patologica è visibile soprattutto nelle donne di età avanzata e può essere causata da vari fattori, quali artrite, osteoporosi, debolezza muscolare o anche solo abitudini errate.

Di solito si presenta in forma lieve e sopportabile, ma se si aggrava può davvero essere invalidante, poiché genera dolore, difficoltà nella respirazione e nella digestione e molto altro.

Quando si hanno dei problemi in tal senso è fondamentale consultare un Chiropratico , ma poiché siamo dell’idea che prevenire sia sempre meglio che curare, vogliamo consigliarvi 4 dritte per prevenire la comparsa di questa fastidiosa condizione.

1. Yoga

La pratica dello yoga ha come effetti principali il rafforzamento dei muscoli e il miglioramento della flessibilità. Per questo è stato ampiamente osservato che la pratica di questa disciplina aiuti a contrastare l’insorgenza di una cifosi accentuata.

2. Vitamine C e D

Mentre la vitamina C, cioè l’acido L-ascorbico aiuta il tessuto connettivo a rimanere in salute, la vitamina C permette di assimilare il calcio ed è fondamentale per la salute delle ossa.

3. Una postura corretta

Mantenere una postura corretta nella vita di tutti i giorni non è facile, complice la sedentarietà imperante nelle nostre attività. Sforzarsi in questo senso però può avere effetti incredibili: a beneficiarne sono soprattutto i muscoli della schiena che si fortificano e sostengono meglio la colonna vertebrale evitando che collassi.

4. Esercizio fisico costante

Esercizio fisico costante ci aiuterà a rafforzare e mantenere tonici i muscoli della schiena e del collo, prevenendo contemporaneamente la perdita di vigore nelle ossa. Come nel caso della postura, mantenere i muscoli in salute vuol dire pesare meno sulla spina dorsale.

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Vertigini, Mal Di Schiena E Problemi Di Postura: E Se Fosse Colpa Dei Denti Storti?

Avete mai riflettuto su quanto il nostro corpo sia una macchina praticamente perfetta?

Nonostante qualcosa possa andare nel verso sbagliato, continua ad esserlo perché porta avanti con estrema precisione migliaia di processi involontari, senza che noi ne siamo al corrente. Ciò che è ancora più curioso è il fatto che esistono dei collegamenti insospettabili tra le diverse parti del corpo: sapete ad esempio che una dentatura non allineata può causare problemi di deambulazione? Il motivo è facile da spiegare…

Quando parlano di occlusione, i dentisti si riferiscono alla chiusura delle arcate dentali: ognuno di noi le serra in maniera differente anche se esiste un solo modo di farlo correttamente. Per considerarsi normale, l’occlusione dentale deve comportare le seguenti condizioni:

1)
L’arcata dentale superiore si sposta in avanti rispetto a quella inferiore, e la coppia di molari e premolari superiore precede di mezzo dente circa l’omologa inferiore.
2) Ogni dente tocca esattamente due denti dell’altra arcata.
3) Gli incisivi superiori coprono di un terzo la lunghezza di quelli inferiori.

Solo se si verificano tutte e tre le condizioni i muscoli del volto e del collo non sono soggetti a tensioni. Al contrario, se si verifica una situazione differente da quella descritta, vuol dire che l’occlusione è causa di un anomalo funzionamento dei muscolisopra citati, oltre a quelli responsabili della deglutizione, della masticazione e dell’articolazione dei suoni.

L’anomalia si estende però anche ad altri muscoli del corpo, come quelli addetti alla deambulazione e alla postura. Il motivo? La tensione si propaga sulla colonna vertebrale che ovviamente determina il modo in cui camminiamo. Non è raro che soggetti che manifestano problemi ai denti e malocclusione accusino anche mal di schiena, cifosi e deambulazione scorretta.

Le problematiche che può causare una malocclusione sono anche altre: può essere compromesso la struttura dell’orecchio interno, provocando vertigini, giramenti di testa improvvisi e problemi a mantenere l’equilibrio, e possono scaturire anche reflussi gastroesofagei.

Dunque, i motivi per cui ci si dovrebbe prendere cura dei denti non è solo per un fatto estetico ma, come ci si doveva aspettare, per mantenere in salute tutto il resto del corpo.

Se soffrite di questi sintomi non esitate a contattarci la Chiropratica Caronti è ciò che fa per voi.

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9 Piante Che Dovresti Tenere In Casa Per Dormire Bene Ogni Notte

Chi ne soffre potrà confermarlo: l’insonnia è un disturbo odioso, che non solo incide gravemente sull’umore e sulla capacità produttiva, ma che a lungo andare può tradursi in vere e proprie patologie fisiche.

Per contrastarla ci sono sul mercato molti rimedi in forma di farmaci o infusi, ma un ruolo fondamentale può giocare anche l’ambiente circostante. Alcune piante ad esempio hanno un effetto rilassante sul nostro corpo e possono essere di grande aiuto. Non posiamo promettervi che mettendo queste piante in casa dormirete come ghiri, ma di sicuro esse gioveranno al vostro benessere psicofisico.

Ecco 9 piante comuni che fanno bene al sonno:

 

1. Lavanda

Il profumo della lavanda ha un effetto benefico sull’ansia e sullo stress, agisce abbassando la frequenza cardiaca e per questo induce il sonno.

 

2. Aloe Vera

Indicata anche dalla Nasa come una delle piante più benefiche per gli ambienti chiusi, l’Aloe Vera è in grado di emettere ossigeno nelle ore notturne e purifica l’aria dagli agenti chimici.

 

3. Clorofito o pianta ragno

immagine: madaise/Flickr

Detta anche nastrino, questa pianta è facile da mantenere e moltiplicare. Anche questa emette ossigeno durante la notte ed è perfetta per chi ha problemi respiratori.

 

4. Sansevieria

immagine: Martin Olsson/Wikimedia

Detta anche lingua di suocera, questa pianta è in grado di filtrare le tossine presenti nell’aria (formaldeide, tricloroetilene e benzene).

 

5. Valeriana

Molti ne conoscono l’estratto, ma anche la pianta ha grandi proprietà calmanti sui nostri nervi.

 

6. Pothos

Anche il pothos è stato indicato dalla Nasa come perfetto per purificare gli ambienti chiusi; tra l’altro è facilissimo da tenere in vita!

 

7. Edera comune

Ha effetti benefici su asma e allergie, oltre ad essere molto resistente e bellissima da vedere.

 

8. Gardenia

immagine: Tatters/Flickr

Molti studi hanno provato che la gardenia ha un effetto calmante paragonabile a quello del Valium. Aiuta a rilassarsi e favorisce il sonno.

 

9. Gelsomino

immagine: maxpixel

Secondo uno studio della Wheeling Jesuit University, l’odore del gelsomino agisce direttamente sull’ansia e sullo stress.

 

@chiropraticacaronti

fonte: curioctopus.it

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Come portare lo zaino

 

(fonte: the Huffington post)

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