Addominali e crunch? Non li fate, rovinano la postura!

Gli addominali sono utili?

Il “calzettone”

Prima di addentrarci nello specifico, dobbiamo entrare nell’ottica che il corpo è un tutt’uno, in cui tutte le parti sono interconnesse. Siamo abituati a considerarlo a settori separati; invece ogni movimento, ogni contrazione influenza l’insieme. Gran parte dei muscoli è organizzata in insiemi funzionali chiamati catene muscolari, che sono cinque e si comportano come grandi elastici, sempre troppo corti e troppo rigidi. La catena principale è quella posteriore che inizia dalla nuca, comprende tutti i muscoli dorsali, i glutei, i muscoli della regione posteriore delle cosce e delle gambe, prosegue con quelli della pianta del piede e termina con quelli della regione anteriore della gamba, fino a sotto il ginocchio. La si può immaginare come un calzettone troppo corto, il cui bordo superiore posteriore risale fino alla nuca: questo comporterà un’alterazione della posizione della colonna o degli arti inferiori.

Fitness woman doing abs crunches

Allungare le catene

Tutte le catene descritte sono interdipendenti fra loro: un’azione su un punto qualsiasi di una di esse provoca un accorciamento in una o più delle altre. È quindi evidente che non ha senso un lavoro segmentario sul corpo, che è assurdo potenziare, come spesso si fa, gli addominali, in quanto le loro inserzioni posteriori sono in comune con quelle dei muscoli dorsali, e quindi potenziando i primi si potenziano anche i secondi. È sempre sbagliato potenziare i muscoli delle catene, già troppo rigidi: bisogna invece allungarli, e così si ottiene il contemporaneo potenziamento dei loro antagonisti. È quindi inutile praticare, per esempio, esercizi mirati per potenziare i quadricipiti e gli addominali, amati da tutti gli sportivi, se contemporaneamente non si allungano le catene che li frenano, impedendo loro di lavorare.

Girl on floor doing exercises on the stomach in the gym. Wet body.

Crunch e addominali? Anche no!

I muscoli addominali (obliqui, trasverso) formano una cintura muscolare che si attacca ai dorsali. Quando li contraiamo, inevitabilmente sollecitiamo la regione lombare portandola in avanti (lordosi) e schiacciandola (pancia in avanti e gonfia). Quando potenziamo questi muscoli dobbiamo contemporaneamente allungare la regione lombare per evitare la compressione dei dischi che provoca lombalgie e sciatalgie. Di conseguenza gli esercizi tipo crunch o i classici “addominali” sono inutili e spesso dannosi soprattutto per chi ha problemi di dolori lombari, cervicali e sciatalgie.

Rischio ernia

Da ricordare che gli esercizi “classici” di avvicinare capo-tronco al bacino o bacino al capo-tronco, potenziano i muscoli retti dell’addome rendendoli ipertrofici (a salsicciotto) e questa è la base meccanica per procurarsi un’ ernia del disco.

L’ esercizio giusto? Il Plank
Plank: è un esercizio statico nel quale bisogna mantenere il corpo in una certa posizione per tonificare gli addominali, ma permette anche di mettere in movimento quasi tutti i muscoli de corpo. Scopri cos'è il plank, l'esercizio per avere addominali perfetti, la posizione corretta ed il corretto movimento per la corretta esecuzione del Plank.
Ecco come si esegue correttamente l’esercizio plank:

  1. Porsi proni sul pavimento.
  2. Ci si appoggia sugli avambracci e sulle punte dei piedi.
  3. Il corpo deve formare una linea retta.
  4. I muscoli dei glutei e dell’addome sono contratti.
  5. Tenere la posizione (si parte da 15 secondi per poi innalzare progressivamente il tempo fino a 40 secondi) quindi lentamente rilassarsi per almeno una ventina di secondi e procedere nuovamente. Ripetere 5 volte.

Con questo semplice esercizio si allena il “core”.

Con “core” si identifica la fascia muscolare centrale del corpo composta dai seguenti muscoli: addominali, obliqui sia esterni che interni, traverso, diaframma, pavimento pelvico, quadrato dei lombi, paravertebrali e multifido. Il “core” sostanzialmente ha la funzione di garantire stabilità in determinati movimenti, ma è utile anche per la buona postura, per diminuire l’incidenza di ernie del disco, protusioni e lombalgie e dunque anche funzionale per la salute (a patto che sia appunto allenato).

 

@Chiropratica Caronti

 

Fonte:http://running.gazzetta.it/news/21-02-2018/addominali-crunch-postura-40641

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Bimbi scalzi: più felici e intelligenti

 

Neonato con il piede in bocca

Tuo figlio si toglie le scarpe e rimane scalzo, e tu cominci subito a brontolare. Tranquilla, quel gesto è fonte di preoccupazione e irritazione per la maggior parte delle madri. Eppure secondo gli esperti in realtà favorisce la crescita dei bambini. Cosa dicono le ricerche sui bambini scalzi?

Sostanzialmente tre cose: libertà, felicità e intelligenza. Uno studio che ha fatto il giro del mondo demolisce la teoria secondo cui bisogna far indossare le scarpe ai figli fin da piccolissimi, e sfata antiquati miti su raffreddori, educazione e problemi fisici.

La ricerca, intitolata “Podologia preventiva: bambini scalzi significa bambini più intelligenti”, è promossa dalla Universidad Complutense di Madrid. Si sentono comodi e felici, esplorano e crescono nel modo giusto: perché non lasciarli scalzi?

Che dice la scienza?

Il movimento fisico e gli stimoli sensoriali che il bambino riceve attraverso i piedi nudi contribuiscono ad accelerare la crescita, lo sviluppo propriocettivo e intellettuale”, afferma Isabel Gentil García nel testo.

La studiosa mette in discussione, inoltre, le raccomandazioni dei pediatri di far indossare le scarpe ai bimbi di pochi mesi, cosa che servirebbe solo a proteggerli dal freddo.

Gentil García avverte che con il piede coperto il bambino viene privato delle informazioni tattili e della percezione della posizione e del movimento del corpo nello spazio. Secondo l’esperta, i bimbi scalzi sviluppano più velocemente le abilità motorie e la coordinazione tra mano e viso.

Un approccio multidisciplinare sostiene che i piedi sono un mezzo per ricevere informazioni sul mondo esterno, poiché a contatto con superfici e materiali diversi.

 

Bimni scalzi, piedini e pallone.

 

 

Il ruolo dei piedi nei bambini scalzi

Secondo alcuni neurologi, fino ai dieci mesi di età il bambino ha una sensibilità tattile più sviluppata nei piedi che nelle mani. I piedi gli consentono di sperimentare e conoscere attraverso il tatto.

Non dobbiamo privare i piccoli delle informazioni percettive. Per questo l’università madrilena difende l’importanza di lasciare i bambini scalzi.

Consideriamo le fasi di sviluppo dell’intelligenza formulate da Piaget. In quella senso-motoria sono importanti la manipolazione, il movimento e l’organizzazione delle informazioni sensoriali, poiché offrono al piccolo una prima nozione di sé, dello spazio, del tempo e della casualità.

I piedi sono ricettori privilegiati che contribuiscono a sviluppare meglio l’intelligenza del bambino. Essa nasce da una complessa interazione tra l’ambiente e l’organismo, e uno dei fattori ambientali più influenti è la conoscenza del proprio corpo.

I bimbi scalzi che poggiano i piedi su qualsiasi superficie – comprese quelle irregolari – hanno un migliore sviluppo muscolare. Senza scarpe, infatti, non hanno un peso da portare e sono più liberi nei movimenti. Ciò consente loro di controllare meglio il corpo.

Bimbi scalzi, perché?

A tutti i bambini piace andare in giro scalzi, o nudi, senza pensare alle conseguenze sulla propria salute. Quest’abitudine li fa sentire più comodi e offre numerosi benefici:

  • Aumenta la consapevolezza di se stesso attraverso l’osservazione dei movimenti delle dita, il tatto, l’odore del piede.
  • Contribuisce alla formazione della pianta del piede, evitando il piede piatto.
  • Facilita e stimola la camminata.
  • Tiene lontani batteri e sudore, impedisce la formazione di funghi, calli e cattivi odori.

Bimba tiene in mano il piedino

Bambini scalzi, più liberi, intelligenti e felici

Gli adulti si innervosiscono quando vedono i bimbi scalzi, ma i bambini sono più felici senza scarpe.

I bimbi scalzi hanno un contatto più profondo con l’ambiente circostante e percepiscono il mondo in un altro modo. Contemporaneamente scoprono il proprio corpo.

All’inizio dello sviluppo dell’intelligenza non esiste una differenza tra l’io e il mondo esterno, è un tutt’uno”, dicono gli specialisti.  Per imparare devono esplorare e avere un contatto diretto con le superfici.

@Chiropraticacaronti

Fonte: https://siamomamme.it/bimbi-scalzi-piu-felici-intelligenti/

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Omega 3, quando e come assumerli

Gli Omega 3 sono acidi grassi polinsaturi essenziali, molto utili per prevenire e curare le malattie cardiovascolari e alcune malattie infiammatorie. Scopriamoli meglio.

 

Noci fonte di omega 3

Noci, ricca fonte di omega 3

Che cosa sono gli omega 3

Gli Omega 3 (Ω-3) sono acidi grassi polinsaturi a lunga catena. Sono classificati in famiglie diverse a seconda della posizione del primo doppio legame lungo la catena dell’acido grasso: nel caso degli Omega 3 il primo doppio legame è in corrispondenza del terzo atomo di carbonio.

Gli Omega 3, insieme agli Omega 6, vengono definiti essenziali perché non possono essere sintetizzati dall’organismo e vanno introdotti con la dieta. Il metabolismo di Omega 3 e Omega 6, inoltre, segue vie biochimiche distinte in quanto non possono essere trasformati l’uno nell’altro.


A cosa servono gli Omega 3

Gli Omega 3 sono presenti nell’organismo in concentrazioni minori rispetto agli Omega 6, ma in un numero di cellule molto maggiore, facendo ipotizzare un ruolo biologico più importante.

Il meccanismo d’azione degli acidi grassi essenziali si fonda sulla loro capacità di trasformarsi in Eicosanoidi, sostanze biologicamente attive. Hanno azione ormone simile ma, a differenza degli ormoni, agiscono sul tessuto che li ha prodotti.

Si dividono in tre classi principali:

  • prostaglandine (PG),
  • trombossani,
  • leucotrieni.

I principali acidi grassi Ω-3 sono l’acido α-linolenico, di origine vegetale, contenuto soprattutto nelle noci, negli oli di lino e canola e nelle verdure a foglia verde, e gli acidi grassi eicosapentaenoico (EPA) e docosaenoico (DHA) presenti in concentrazioni elevate nel grasso dei pesci che vivono nei mari freddi e che esercitano effetti come l’ottimale funzionamento del cervello, della retina e delle gonadi.

Il DHA ha prevalentemente funzione strutturale, è importante per lo sviluppo e la maturazione cerebrale, per l’apparato riproduttivo e il tessuto retinico; l’assunzione di livelli adeguati di DHA durante la gravidanza e l’allattamento è quindi importante per garantire lo sviluppo fetale e la crescita corretta del bambino.

L’EPA è il principale precursore dei leucotrieni e delle PG3 (prostaglandine della serie 3) che posseggono un’importante attività antiaggregante piastrinica.

Riassumendo quindi:

- omega 3 → DHA;

- omega 3 → EPA → PG3

Alcuni effetti di EPA e DHA a livello cardiovascolare, come il controllo del ritmo cardiaco (aritmie) e della pressione arteriosa (ipertensione), sono stati osservati con quantità ottenibili  dall’alimentazione, mentre altri, come la riduzione dei trigliceridi e del rischio di trombosi, richiedono tempi di assunzione più lunghi.

Il meccanismo d’azione degli Omega 3 è piuttosto complesso e comprende l’aumento della fluidità delle membrane cellulari, il miglioramento della funzione endoteliale, la modulazione dell’aggregazione piastrinica e dell’infiammazione sistemica, la stabilizzazione delle lesioni ateromasiche.

Questo porta gli Omega 3 ad essere utili per:

  • l’arteriosclerosi e le malattie cardiovascolari: attraverso la riduzione dell’effetto trombogenico e il rallentamento dello sviluppo della placca aterosclerotica;
  • le malattie infiammatorie: artrite reumatoide, morbo di Chron, la colite ulcerosa;
  • la pelle in caso di psoriasi, dermatiti;
  • il cervello per sviluppo cognitivo, morbo di Alzheimer,  gravidanza e sviluppo neonatale, depressione e disturbi comportamentali, autismo e deficit dell’attenzione (ADHD), schizofrenia;
  • il metabolismo osseo;
  • altre patologie quali asma allergico, diabete, cancro (riduzione del rischio).


Dove si trovano gli Omega 3

Tra i cibi che contengono Omega 3 ci sono: pesce, acciughe, merluzzo, salmone atlantico, tonno, sgombro, negli oli di pesce, nei semi di lino, nell’olio di lino e nelle noci.
L’American Heart Association suggerisce, in caso di documentato rischio cardiovascolare, 1 grammo al giorno di EPA e DHA, mentre in Italia non esistono indicazioni precise per una razione giornaliera ottimale di questi composti.

Oggi sul mercato è presente una grande varietà di integratori a base di olio di pesce che contengono EPA e DHA in concentrazioni variabili.

Una carenza di acidi grassi essenziali determina la comparsa di disturbi come: arresto della crescita, manifestazioni cutanee e biochimiche legate all’integrità delle membrane cellulari.

Fra le cause della carenza vi è uno scarso apporto con la dieta e un eccessivo consumo di acidi grassi saturi, colesterolo, alcolici e carenza di oligoelementi come zinco e magnesio.

Nello specifico, una carenza di Omega 3 porta ad un aumento del rischio delle malattie cardiovascolari, viene meno il ruolo di protezione e prevenzione delle malattie cronico-degenerative, autoimmunitarie e su base infiammatoria.

Inoltre una diminuzione o assenza comporta una maggior produzione di acido arachidonico, implicato nel meccanismo infiammatorio.

Alcuni studi inoltre riscontrerebbero una concentrazione ridotta di Omega 3 nei bambini con ADHD, Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività.

Controindicazioni

Ad oggi non risultano controindicazioni per gli Omega 3, tuttavia esistono possibili effetti dovuti ad un sovradosaggio e si raccomanda di fare attenzione in chi è in trattamento con farmaci anticoagulanti poiché potrebbero potenziarne l’effetto.

I  genere il rapporto di assunzione Omega 6/Omega 3 consigliato dai LARN è di 4:1.

 

@Chiropratica Caronti

Fonte: http://www.cure-naturali.it/omega-3/4046

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Yoga sul posto di lavoro, un toccasana per il mal di schiena

Yoga sul posto di lavoro, un toccasana per il mal di schiena © Ansa

L’antica pratica indiana, fatta di stretching, respirazione e rilassamento guidato, aiuta infatti a ridurre il mal di schiena e le assenze dal lavoro per malattia.

E’ sufficiente un’ora alla settimana, anche fatta sul posto di lavoro, come ha dimostrato uno studio condotto dai medici dell’università gallese di Bangor, segnalato dal quotidiano The Indipendent.
Già numerosi studi hanno dimostrato che praticare regolarmente yoga riduce i giorni di malattia, ma quest’ultimo ha verificato che i benefici si hanno anche implementandolo direttamente sul posto di lavoro. I ricercatori hanno lavorato con 150 impiegati del Servizio sanitario di 3 ospedali del nord del Galles: una parte è stata assegnata ad un gruppo di yoga, che ha fatto 8 sessioni da 60 minuti una volta a settimana, e l’altra ad un gruppo educativo. Il gruppo dello yoga è stato anche invitato a farlo a casa per almeno 10 minuti al giorno per 6 mesi, con la guida di un dvd. L’altro gruppo ha invece ricevuto due libretti su come gestire il mal di schiena e ridurre lo stress al lavoro. Dopo 8 settimane, si è visto che chi aveva fatto yoga aveva molto meno dolore alla schiena e dopo 6 settimane erano calate di 20 volte le assenze del lavoro dovute a problemi muscolo-scheletrici (tra cui il mal di schiena) rispetto ai membri dell’altro gruppo. I volontari del gruppo yoga avevano inoltre dimezzato le visite dal medico per il mal di schiena. I miglioramenti maggiori si sono avuti in chi lo ha praticato anche a casa, con una media di 10 minuti al giorno: è migliorato il dolore alla schiena e hanno saputo gestire meglio lo stress al lavoro.

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Migliorare la concentrazione dei bambini: 6 alimenti

 

Mamma con il figlio

Affinché il cervello funzioni in maniera ottimale, è necessario seguire un’alimentazione che apporti i nutrienti di cui ha bisogno. Nel caso dei bambini, l’alimentazione è ancora più importante perché non influenza solo il funzionamento del loro cervello, ma anche il suo sviluppo. A seguire parleremo degli alimenti che aiutano a migliorare la concentrazione dei bambini in modo da permettere ai più piccoli di sviluppare tutto il loro potenziale.

La mancanza di concentrazione dipende da numerosi fattori, uno di questi è la stanchezza. Quando una persona è stanca, fa fatica a focalizzarsi su qualcosa o a mantenere la concentrazione. Lo stress e la mancanza di energie sono altri due elementi che influenzano la capacità di concentrazione. La buona notizia è che ci sono alimenti che aiutano a equilibrare l’organismo e che contribuiscono a potenziare la mente. Eccone alcuni.

 

 

Alimenti per migliorare la concentrazione dei bambini

La banana

In generale la frutta è indicata non solo per i bambini, ma per tutti. La frutta non ha molte calorie, non contiene additivi, ma fibra e acqua e ce n’è di tutti i tipi. Tuttavia, il frutto più completo e che fornisce più energie al cervello è la banana.

La banana apporta grandi quantità di potassio e magnesio, entrambi molto importanti nella dieta. Una ricerca condotta dai ricercatori del The Thomas Clarkson Community College ha dimostrato che la banana è fonte di vitamina B6, stimola la produzione di norepinefrina e di serotonina. Questi due neurotrasmettitori sono molto importanti per quanto riguarda i processi necessari per la concentrazione.

Il burro di arachidi

Tutte le varietà di frutta secca fanno bene all’organismo. Tuttavia, pare che gli arachidi, soprattutto il loro burro (non in quantità esagerata perché è molto calorico), siano un’ottima fonte di vitamina E, un potente antiossidante.

Gli antiossidanti proteggono i neuroni e stimolano la formazione di connessioni neuronali. Inoltre, la parte grassa è ricca di tiammina o vitamina B1, un’altra sostanza che favorisce lo sviluppo e il funzionamento del sistema nervoso centrale e aiuta a mantenere più a lungo la concentrazione.

Lo yogurt: un alleato del cervello

I bambini in genere amano lo yogurt. È una cosa positiva se consideriamo il fatto che si tratta di uno dei migliori alimenti per migliorare la concentrazione e che mantiene vigili e in allerta, secondo uno studio condotto dai ricercatori della Cleveland Clinic Foundation.

Questo perché lo yogurt contiene un’elevata quantità di tirosina, un amminoacido che stimola la produzione di dopamina e noradrenalina, due neurotrasmettitori decisivi nei processi di attenzione. Lo yogurt contribuisce anche a migliorare la memoria.

Bambina che mangia uno yogurt

Uova: una completa fonte di proteine

Le uova sono considerate un super alimento perché contengono molti dei nutrienti che rendono valida una dieta. Una delle migliori proprietà delle uova è che contengono nove amminoacidi essenziali per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.

Allo stesso tempo, le uova sono ricche di due nutrienti fondamentali per la memoria e la concentrazione, la luteina e la colina. Come se non bastasse, sono anche fonte di proteine e di energia, il che le rende un alimento importantissimo nelle varie fasi della crescita.

L’avena: un super alimento

L’avena è uno di quegli alimenti che non dovrebbero mai mancare nella nostra dieta. Aumenta la sensazione di sazietà ed è anche una grande fonte di energia. È fibra pura e offre un’alta concentrazione di potassio e zinco.

Inoltre, contiene una grande quantità di vitamina E e varie vitamine del gruppo B. Entrambe stimolano la concentrazione nei bambini, sono nutrienti essenziali per il cervello e necessari per l’attività cognitiva.

Avena

Il cioccolato: un alimento che può essere prezioso

Questo alimento non solo è delizioso, ma aiuta anche a recuperare le energie in breve tempo e, ovviamente, a stimolare il funzionamento del cervello.

Una ricerca condotta presso l’Università Statale dell’Ohio ha dimostrato che piccole quantità di cioccolato al giorno migliora la circolazione cerebrale. Di conseguenza, migliorano anche la memoria e la concentrazione. Anche se è preferibile scegliere la varietà fondente di cioccolato, quello dolce, in piccole quantità, non ha mai fatto male a nessuno.

Tutti questi alimenti sono un’ottima opzione per la dieta dei bambini, soprattutto perché si tratta di cibi che permettono di migliorare la concentrazione e hanno anche un sapore piacevole che i bambini di sicuro apprezzano. Non esitate e aggiungete questi alimenti all’alimentazione dei vostri figli.

 

Chiropratica Caronti

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Coccolare i bambini può alterare il loro DNA per anni

Ogni volta che abbracciamo qualcuno, il nostro cervello produce dosi di ossitocina, il neurotrasmettitore associato con amore, intimità, e il profondo rapporto tra una madre e il suo neonato.

Un recente studio, inoltre, mostra come abbracciare i bambini nei loro primi anni di vita possa avere profondi effetti sulla loro biologia, in particolare sul genoma.

Lo studio, dell’università of British Columbia (UBC), mostra che la quantità di abbracci e contatto fisico che un bambino riceve può determinare cambiamenti epigenetici in ben 5 aree del DNA associate con il sistema immunitario e il metabolismo.

I bambini che avevano ricevuto meno attenzioni dal punto di vista fisico hanno inoltre mostrato un profilo molecolare delle cellule sottosviluppato per la loro età.

“Riteniamo che un profilo epigenetico immaturo possa riflettere condizioni di sviluppo sfavorevoli.” Ha affermato Michael Kobor, professore alla UBC.

Risultati simili sono stati ottenuti in studi sui roditori, ma questa è la prima ricerca che investiga come siano influenzati gli esseri umani.

Lo studio 

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista “Development e Psychopathology”, ed ha considerato i genitori di 94 bambini e le abitudini di contatto fisico nelle prime 5 settimane, prelevando dei campioni di DNA dei bambini a 5 anni d’età.

In seguito, i ricercatori hanno analizzato il grado di metilazione delle diverse aree di DNA; la metilazione consiste nell’aggiunta di gruppi chimici -CH3 in varie sedi, in grado di influenzare come i geni verranno espressi.

L’epigenetica (letteralmente “sopra i geni”) descrive come la metilazione può essere influenzata da fattori ambientali esterni, specialmente in tenera età. E’ doveroso precisare che i cambiamenti epigenetici non vanno a modificare la sequenza di DNA, bensì soltanto la loro espressione. In pratica, alterano l’espressione del genoma tramite l’attivazione di “interruttori” in grado di regolarli.

Risultati 

Lo studio ha dimostrato come ci fossero differenze importanti nella metilazione tra bambini molto coccolati, e bambini poco coccolati. In particolare, uno dei siti di metilazione gioca un ruolo importante nello sviluppo del sistema immunitario, ed un altro influenza il metabolismo.

Stato del campo di studi 

Questo campo di studio è all’inizio, tuttavia ulteriori ricerche ci permetteranno di capire meglio le implicazioni delle modifiche epigenetiche sulla salute e sullo sviluppo dei bambini. Se vi saranno conferme in questo senso, verrà sottolineata l’importanza del fornire contatto fisico ai bambini, specialmente se si trovano in condizioni di stress.

La morale della favola che tutti noi possiamo estrarre dalla ricerca è quindi semplice: abbracciarsi di più, e soprattutto abbracciare i nostri figli.

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Ecco Perché Dovresti Spegnere Tablet E Smartphone Un’ora Prima Di Andare A Dormire

Prima di cadere in un sonno profondo ormai quasi tutti non rinunciano a dare un’ultima occhiata al cellulare o a sfogliare un eBook sul proprio tablet. Non ce la sentiamo proprio di staccarci dalla tecnologia, neanche nel momento più rilassante della giornata quale quello di andare a dormire.

Ma bisogna tener presente che il nostro organismo viene negativamente influenzato da quest’abitudine, risentendone il giorno dopo ed il giorno dopo ancora. In che modo?

Un gruppo di studenti dell’Università di Buenos Aires ha condotto una ricerca per capire in che modo l’utilizzo dei cellulari influisca sulla qualità del sonno. Dopo aver eseguito dei sondaggi coinvolgendo giovani tra i 18 e i 29 anni, gli studenti hanno riscontrato che, anche se i partecipanti al sondaggio dichiaravano di aver dormito tra le 6 e le 8 ore al giorno, si sentivano stanchi e fiacchi. Ma come mai?

Andando più in profondità nel sondaggio si è scoperto che il 90% degli intervistati ha asserito che dorme con il proprio telefono cellulare accanto e il 70% ha dichiarato di usarlo prima di andare a dormire. Il problema sta nel fatto che:

- il riflesso della luce dello schermo sul bulbo oculare inibisce la produzione della melatonina, responsabile della regolazione del sonno: quindi le persone colpite impiegano più tempo ad addormentarsi e l’efficacia del riposo non è adeguata;

- dormire, invece, con i cellulari accesi nelle vicinanze non è ideale anche se lo schermo è spento, perché il cervello rimane in uno stato di allerta permanente a causa della possibilità dell’arrivo di messaggi e chiamate.

Conclusione? Gli autori della ricerca consigliano di spegnere il cellulare almeno un’ora prima di andare a dormire. È un semplice cambio di abitudine, ma allo stesso tempo risulta cruciale per migliorare la qualità del sonno.

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4 Semplici Abitudini Per Prevenire O Attenuare La Comparsa Della Gobba

Quella che comunemente chiamiamo gobba, e che in medicina si chiama ipercifosi, è un’accentuazione della curvatura fisiologica della spina dorsale, nota come cifosi. Questa condizione patologica è visibile soprattutto nelle donne di età avanzata e può essere causata da vari fattori, quali artrite, osteoporosi, debolezza muscolare o anche solo abitudini errate.

Di solito si presenta in forma lieve e sopportabile, ma se si aggrava può davvero essere invalidante, poiché genera dolore, difficoltà nella respirazione e nella digestione e molto altro.

Quando si hanno dei problemi in tal senso è fondamentale consultare un Chiropratico , ma poiché siamo dell’idea che prevenire sia sempre meglio che curare, vogliamo consigliarvi 4 dritte per prevenire la comparsa di questa fastidiosa condizione.

1. Yoga

La pratica dello yoga ha come effetti principali il rafforzamento dei muscoli e il miglioramento della flessibilità. Per questo è stato ampiamente osservato che la pratica di questa disciplina aiuti a contrastare l’insorgenza di una cifosi accentuata.

2. Vitamine C e D

Mentre la vitamina C, cioè l’acido L-ascorbico aiuta il tessuto connettivo a rimanere in salute, la vitamina C permette di assimilare il calcio ed è fondamentale per la salute delle ossa.

3. Una postura corretta

Mantenere una postura corretta nella vita di tutti i giorni non è facile, complice la sedentarietà imperante nelle nostre attività. Sforzarsi in questo senso però può avere effetti incredibili: a beneficiarne sono soprattutto i muscoli della schiena che si fortificano e sostengono meglio la colonna vertebrale evitando che collassi.

4. Esercizio fisico costante

Esercizio fisico costante ci aiuterà a rafforzare e mantenere tonici i muscoli della schiena e del collo, prevenendo contemporaneamente la perdita di vigore nelle ossa. Come nel caso della postura, mantenere i muscoli in salute vuol dire pesare meno sulla spina dorsale.

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Un Bambino Ha Bisogno Di almeno 12 Abbracci Al Giorno Per Crescere Bene

L’importanza del contatto fisico in un rapporto viene spesso sottovalutata, eppure si tratta di qualcosa di naturalmente terapeutico per tutti noi, inclusi i bambini.
Per abbracciare i piccoli di casa, poi, non ci dovrebbe essere bisogno di un motivo, ma sapere quali benefici effetti ha su di loro questo semplice gesto vi spronerà a farlo ancora più spesso.
Come diceva la famosa psicoterapeuta Virginia Satir: “Per sopravvivere abbiamo bisogno di quattro abbracci al giorno; per sostenerci otto; per crescere dodici“.

Il cervello di un bambino trae innumerevoli benefici da un abbraccio

  • Abbracciando vostro figlio farete in modo che i recettori della sua pelle (corpuscoli di Pacini) si attivino e vadano a stimolare il nervo vago, il quale trasmette al cervello impulsi che hanno effetti positivi sull’umore, l’appetito, la motivazione e il sonno.
  • Un abbraccio ha il potere di produrre dopamina, un neurotrasmettitore che svolge diverse funzioni nel cervello, fra cui quella di sollevare l’umore, infondere sensazioni di piacere e attenuare i livelli di stress.
  • Libera l’ormone dell’amore: il contatto di un abbraccio libera anche ossitocina, un ormone importante non solo nelle ultime fasi della gravidanza e durante il parto e l’allattamento, ma anche nelle fasi successive della vita in quanto attenua l’ansia e aumenta il livello di fiducia ed empatia. Un vero toccasana della sfera emotiva.
  • Riduce il livello di cortisolo nel sangue: un esperimento ha dimostrato che anche solo abbracciando un oggetto come un peluche durante una conversazione è in grado di abbassare i livello di questo ormone, spesso associato allo stress.

Mai sottovalutare il potere di un abbraccio

Cosa percepisce un bambino quando lo abbracciamo? Un mare di sensazioni positive! Si sente amato, protetto, sicuro…
Tutto questo, al contrario di quanto sostengono alcune persone, non ne mina la sicurezza ma, al contrario, li aiuta a sentirsi sicuri di sé poiché la base da cui partono per relazionarsi col mondo esterno è una base fatta di amore. La loro persona trae beneficio dalla consapevolezza di essere amati e questo li prepara a relazionarsi con gli altri con una buona autostima.
Insomma… Ogni abbraccio che darete a vostro figlio è un regalo dal valore inestimabile!

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12 Segnali Che Il Corpo Invia Per Dirti Che Stai Mangiando Troppi Zuccheri

Molte persone non scoprono fin dalla comparsa dei primi sintomi di avere il diabete, e continuano a condurre il proprio stile di vita mettendo in serio pericolo il resto del corpo. Il diabete può avere un esordio più o meno intenso: i sintomi possono essere confusi con normali cambiamenti del corpo, e spesso accade che non vengono subito ricondotti alla malattia. Questi sono alcuni campanelli d’allarme che potrebbero significare la comparsa del diabete. Prestate loro attenzione!

 

1. Fame incessante

Quando si ha il diabete, la mancanza di insulina impedisce al glucosio di entrare nelle cellule. Questa situazione viene confusa dal corpo come una condizione di digiuno: in effetti allo stesso modo viene a mancare glucosio all’interno delle cellule. Lo stimolo inviato è quindi quello di mangiare e di integrare zuccheri nel sangue, quando invece ce ne sono in abbondanza. Questo può portare ad un ulteriore aumento della glicemia, che nei casi più gravi può causare il coma.

 

2. Stanchezza cronica

Quando i livelli della glicemia, lo zucchero nel sangue, sono elevati, si percepisce un senso di stanchezza: le normali azioni, come scendere le scale, portare dei piccoli pesi, o camminare velocemente, risultano difficoltose e il respiro è sempre affannato. La mattina ci si risveglia sempre stanchi e con un senso di spossatezza. Questo accade perché in caso di diabete le cellule del corpo, dei muscoli e del cervello ad esempio, non riescono ad utilizzare il glucosio nel sangue, che è la benzina di questi piccoli motori cellulari.

 

3. Bisogno frequente di urinare

Quando si ha il diabete il corpo cerca di riequilibrare la concentrazione di glucosio nel sangue e nelle cellule: per farlo dissolve nel sangue del liquido intracellulare. I reni non riescono a riassorbire tutto il liquido, per questo si presenta il costante bisogno di urinare.

 

4. Bocca secca, sete eccessiva

Per controbilanciare la perdita di liquidi, l’ipotalamo invia un segnale di disidratazione: si sente quindi una forte necessità di bere, ma nonostante tutto la bocca rimane secca. Molte persone tentano di placare il senso della sete con delle bevande gassate zuccherate: queste incidono immediatamente sulla glicemia, portando a livelli molto elevati. Meglio preferire acqua naturale o tè senza zucchero.

 

5. Perdita immotivata di peso

In caso di diabete il calo di peso è immediato e consistente: se non seguite diete, non avete modificato l’alimentazione, ma avete notato un brusco calo del peso, fate degli esami di accertamento. La perdita di peso è dovuto al fatto che non potendo utilizzare il glucosio, il corpo tenta di sostituirlo bruciando i grassi di riserva.

 

6. Infezioni

Se durante la presenza di altri sintomi avete anche riscontrato infezioni del tratto urinario o dell’apparato renale, tutto si potrebbe spiegare con il diabete. L’elevato livello di zuccheri crea un ambiente molto favorevole alla prolificazione di batteri.

 

7. Pelle secca

La pelle secca si può ricondurre a livelli alti di glucosio per vari motivi:

  • L’eccessiva urina espulsa disidrata anche la pelle
  • Lo zucchero nel sangue danneggia i vasi sanguigni, che a loro volta interrompono l”idratazione della pelle
  • La pelle secca può essere dovuta anche a problemi di circolazione, causati dalle glicemie elevate che ispessiscono le pareti dei vasi sanguigni.

8. Difficoltà di concentrazione

Quando lo zucchero nel sangue è elevato il cervello non riesce ad utilizzare correttamente il glucosio, e per questo fa fatica a svolgere le normali funzioni intellettive. In caso di diabete si può presentare uno stato di confusione e difficoltà nella memoria o nella concentrazione.

 

9. Visione sfocata

La disidratazione causata dagli elevati livelli di zucchero nel sangue interessa anche le cellule degli occhi, che deformano la visione sfocandola.

 

10. Lenta guarigione delle ferite

Questo sintomo è dovuto al danno che la glicemia elevata esercita a carico dei vasi sanguigni. La circolazione è compromessa così come la nutrizione dei tessuti necessaria per la loro riparazione.

 

11. Impotenza

L’impotenza anche è un sintomo del diabete ed ha a che fare con la circolazione del sangue negli organi riproduttori. Nelle donne può manifestarsi mancanza di libido.

 

12. Irritabilità

Secondo alcuni studi, le persone che presentano glicemie elevate sono anche le più ansiose, irritabili e nervose. Se i livelli di zucchero non vengono normalizzati per un lungo periodo, si manifesta anche depressione.

 

 

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fonte: curioctopus.it

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